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Venerdì 15 Aprile 2011 18:13
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Calcio, Champions League - Il punto al termine dei quarti di finale: passano Real Madrid, Shalke 04, Barcellona e Manchester United

  • Scritto da  Emiliano Paladini
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ms_juve_inter_mourinhoIn semifinale vanno Barcellona, Real Madrid, Shalke 04 e Manchester United. Il tabellone delle semifinali di Champions League non prevede squadre italiane. Ci sono due spagnole, che si affronteranno in semifinale, e il confronto tra Manchester United e Shalke 04. L'Inter perde la sua chance a San Siro, la rimonta era solo un'idea psicologica per evitare tracolli in Campionato e Coppa Italia. In Germania l'Inter ha giocato con piena consapevolezza e in scioltezza: senza preoccupazioni particolari. Leonardo esce indenne dal doppio confronto di Champions.

 

Le luci della ribalta sono tutte in Spagna. E la Spagna porta due squadre di casa alle semifinali di Champions e una a quelle dell'Europa League. Si tratta evidentemente del coronamento di un progetto di stile tipicamente iberico; e se poi pensiamo al Portogallo con tre squadre ancora nella corsa all'Europa League, il range semantico raggiunge momenti di intensità finora inesplorati dalla geografia del calcio contemporaneo, compresi l'allenatore più in voga del momento, Josè Mourinho, e uno dei giocatori più forti di sempre, Cristiano Ronaldo.

In questo senso, fortunatamente, si racconta una storia quasi completamente tutta europea. L'unico astro sud americano a mettersi in mezzo, è di fatti Leo Messi, quello che è il secondo più forte e il terzo con Wayne Rooney - per Ibrahimovic ed Eto'o si fanno conti a parte; anche se quest'anno Raul Gonzales ha dimostrato di essere ancora tra i numeri uno a qualunque livello.

Ma il passaggio alle fasi finali della Champions League, non è mai un fatto da numeri uno. Servono squadre compatte, coese verso un obiettivo e analiticamente indistruttibili.

Per quest'ultimo motivo il 2011 non era l'anno dell'Inter, e non solo per il cambio di allenatore a metà stagione. I nerazzurri hanno trovato sul proprio cammino tutta quella serie di difficoltà che si incontrano nel momento in cui i campioni devono confermare di poterlo essere una seconda volta e ancora una terza. Difficoltà che nascono spontanee quando si è chiamati a confermare valori passati e glorie recenti in momenti di assestamento.

In questo frangente allora, l'undici del primo treble della storia del calcio italiano ha un po' scherzato con sé stesso, alla ricerca di nuove sfide soprattutto dall'interno, verso l'interno e un po' contro sé stessi, se è vero che i grandi campioni sfidano innanzitutto, e molte volte solo sé stessi.

In questo senso dunque, le parole del presidente Massimo Moratti chiosano alla perfezione l'emozione del momento; e non è quindi detto che i vertici nerazzurri non stiano già preparando un futuro né grigio né roseo, ma solo nerazzurro per ancora qualche anno.

Carlo Ancelotti invece a Manchester probabilmente chiude il suo primo ciclo di una grande e irripetibile storia. Cominciata a Manchester, nel 2003, nella finale vinta contro la Juventus, protrattasi a Manchester nel 2005 nel doppio confronto che portò in finale il Milan, con Ancelotti protagonista assoluto nel bene e nel male: nel primo tempo con una partita perfetta, e nel secondo tempo con una sostituzione spaccona, alla James Cagney, Paul Newman o James Dean - Johnny Rotten - da gangster (Eastwood e Redford no, perchè non si ricordano loro ruoli analoghi a quelli degli loro colleghi).

Manchester anche nel 2007 per Ancelotti e ancora col Milan, nella doppia che portò i rossoneri alla rivincita col Liverpool, e Inzaghi a mostrare il suo doppio valore di rapace, inventandosi il gol di spalla sfilando dalla barriera, e di classe strepitosa in occasione del raddoppio.

Nel 2009 Ancelotti vince ancora contro il Manchester United il suo primo trofeo inglese alla guida del Chelsea, e sempre contro il Manchester United, sotto di un punto alla fine, il suo primo campionato inglese, regalando al club di Londra il primo double della sua storia.

Ancelotti è sicuramente l'incubo del Manchester United; e Milan e Manchester United sono altrettanto sicuramente indissolubilmente legati l'uno all'altro nella storia della Champions League per motivi profondi che oltrepassano il confine del calcio giocato, da sempre, dall'alba della Coppa Campioni. E nel 2011, all'Old Trafford, Ancelotti perde 2-1, il Chelsea esce dalla competizione europea, e qui finisce un ciclo memorabile e irripetibile della storia del calcio. Ma Carlo Ancelotti ne comincerà un altro, sicuramente; al Chelsea o ovunque lo porterà il destino a far le fortune delle squadre che avranno l'adeguata intelligenza di accoglierlo come si deve. L'unico motivo per cui di Ancelotti non si dice che è un antipatico è perché sembra simpatico. Buona fortuna Mr. 144 punti da sballo.

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  • Fonte foto: Mario Sofia
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Pubblicato in Coppe Europee
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