E' il terzo confronto dei quattro in programma: probabilmente, uno dei più importanti.
Il grande "Clasico" fra Real Madrid e Barcellona, che negli ultimi giorni si stava già giocando sul piano psicologico fra i due allenatori, si è tenuto, non senza i proverbiali livori fra le due tifoserie, tra sprazzi di buon gioco e tatticisimo estremi.
Nel primo tempo, le due formazioni appaiono da subito molto accorte, benchè siano gli azulgrana a produrre maggiormente in fase offensiva: sul versante delle merengues, infatti, è solo Cristiano Ronaldo a darsi ad una conclusione, peraltro velleitaria; il vero e proprio squillo del match arriva da David Villa, che al 10' prova a sorprendere Casillas in diagonale, mancando di poco la porta.
Sia il Real, sia il Barcellona, che detiene il possesso palla, faticano comunque ad ingranare, ed il match comincia ad infervorarsi solo nel finale, ma a causa di qualche fallo di troppo ed una serie di episodi la cui tensione porterà nel corso del'intervallo all'espulsione del secondo portiere di Guardiola, Pinto, colui che aveva difeso i pali catalani nella finale di Coppa del Re.
Nella ripresa, Mourinho pensa allora di cambiare un pò le carte in tavola e rileva Ozil per Adebayor, il quale si rivelerà tuttavia alquanto impalpabile; il Barcellona, invece, non effettua inizialmente cambi, ma dopo qualche minuto di confusione cresce comunque a poco a poco ritagliandosi spazi maggiori e procurandosi diverse occasioni interessanti. Prima che sul campo, però, il Real perde la partita sul piano dei nervi: al 50' è determinante il giallo ottenuto da Sergio Ramos che, diffidato, salterà la prossima partita, così come Pepe il quale 11 minuti più tardi atterra malamente Daniel Alves; Mourinho fiuta dunque il momento buono per manifestarsi in una delle sue classiche uscite, ed il prolungato applauso ironico nei confronti del direttore di gara Stark gli costa infatti l'allontanamento dalla panchina.
Una volta ripreso il gioco, il Barcellona si fa ancora più tenace. A nulla servono i suggerimenti che lo Special One, tramite qualche corriere non convenzionale, fa pervenire ai galacticos dalla tribuna. E' l'ingresso in campo di Afellay, nella fattispecie, a segnare la svolta dell'incontro: al 75' l'olandese serve infatti magistralmente Messi, che a pochi centimetri di distanza da Casillas è libero di fulminare il portiere campione del mondo di tacco, siglando la decima rete stagionale in Champions.
E' un goal pesantissimo quello firmato dalla "Pulce", soprattutto perchè realizzato in trasferta. Lo spettacolo, però, non finisce qui, perchè il Pallone d'oro, stanco di risultare poco incisivo nelle trame del gioco blaugrana, decide all'87' di inventarsi un goal dei suoi partendo in solitaria dalla trequarti e bruciando l'intera difesa madridista, Casillas compreso, con un destro chirurgico.
Il doppio "Clasico" europeo sembra essere finito già qui. Il Real non dispone più di frecce al proprio arco, e Perez è costretto a rimanere impassibile sugli spalti.
Al triplice fischio finale, quindi, è festa per Messi e compagni. Con la notevole vittoria in trasferta conseguita stasera, la banda di Guardiola ha ormai ipotecato l'accesso alla finale di Wembley, sulla falsa riga di quanto fatto ieri dal Manchester United. A Mourinho, adesso, il compito di inventarsi cosa fare la settimana prossima e cosa dire in conferenza stampa.
