La Finale di coppa Italia 2011 è Inter-Palermo. Leonardo cambia la maglia e vola in finale. Il coach si gioca il suo primo trofeo da allenatore.
Inter-Roma 1-1
Inter (4-4-2) - 1 Julio Cesar 7; 55 Nagatomo 7, 26 Chivu 7, 6 Lucio 7, 13 Maicon 6,5; 19 Cambiasso 6,5, 17 Mariga 7, 14 Kharja 6 (27' st, 8 Thiago Motta 6), 4 Zanetti (cap) 7; 9 Eto'o 6,5, 7 Pazzini 6 (22' st, 22 Milito 6) (12 Castellazzi, 20 Obi, 23 Materazzi, 27 Pandev, 29 Coutinho) All.: Leonardo.
Roma (4-2-3-1) - 32 Doni sv; 77 Cassetti 6, 29 Burdisso 6, 4 Juan 6,5, 17 Riise 6,5; 7 Pizzarro 5,5 (1' st, 23 Greco 6), 16 De Rossi (cap) 6,5; 20 Perrotta 5,5, 30 Simplicio 5,5 (11' st, 9 Vucinic, 6), 94 Menez 5,5 (26' st, 47 Caprari 6); 22 Borriello 5,5 (1 Lobont, 3 Castellini, 15 Loria, 87 Rosi) All.: Vincenzo Montella.
Arbitro - Daniele Orsato (Sez. di Schio). Guardalinee - Copelli, Niccolai. Quarto Uomo - Celi.
Reti - pt: nessuna; st: 12' Eto'o (I), 39' st Borriello (R).
Note - Recupero: pt 1', st 3'. Corners: 2-4. Ammoniti: . Espulsi: .
Milano - Oggi i nerazzurri si giocano una stagione, prima ancora di un posto in finale. E' la penultima in casa del 2010/2011. La bella figura, lo spettacolo e il gioco devono in questo caso prevaricare il risultato per forza di cose. Lo stile duramente conquistato dalla gestione Moratti deve avere la meglio su tutto. I padroni di casa scendo allora in campo col 4-4-2 a rombo, di cui Cambiasso e Kharja rispettivamente i vertici l'uno basso e l'altro alto. I giallorossi, guidati alla rincorsa del quarto posto in campionato e alla finale di Coppa Italia da Vincenzo Montella, rispondono con un 4-2-3-1 molto aggressivo ed estremamente cauto, avendo scelto Menez, e quindi il palleggio controllato e ragionato, il possesso di palla, al posto di Vucinic e non il colpo a battere e l'affondo da fromboliere, in altri termini. Sulle note della fanfara dei Carabinieri parte l'Inno Nazionale italiano, e finalmente qualcosa suona per tutti, e tutti all'unisono rispondono al Canto Degli Italiani.
Ore 20:47. Borriello e Menez mettono in gioco il primo pallone. Borriello sale subito avanti, e Menez recupera posizione sulla linea del centrocampo; per cui con ogni probabilità questa sarà la doppia chiave della partita. Per la Roma il tentativo offensivo a doppio circolo, con Menez cursore tra centrocampo e attacco, e all'Inter il compito di interdire le mosse spezzando la virtualità e virtuosità del cerchio di mosse disposto da Montella.
I padroni di casa sono però i primi a essere pericolosi, vibrando un'azione in coro con Maicon che gestisce in fascia.
Al 4' Pizzarro combina un pasticcio in area. Maicon ne approfitta incredulo, e altrettanto incredulo e quindi non convinto prosegue Pazzini nel tentativo di trarre il massimo profitto dallo svarione difensivo ospite. Ma a recuperare la sfera è la Roma. Al 7' Nagatomo sulla sinistra e Kharja nel mezzo hanno un buon spunto ciascuno ma in entrambi i casi i giallorossi riescono a non crearsi problemi.
Ancora un rimpallo, su Menez questa volta, favorisce il gioco e la manovra offensiva dei nerazzurri. Maicon in questo caso sale, ma ancora una volta con scarsa convinzione. E maicon verrà poi braccato da De Rossi in perfetta scelta di tempo. Finalmente il rimpallo è per la Roma, al limite dell'area, ma Borriello calcia altissimo.
Alla seconda percussione i giallorossi avvicinano il pallino tra i pali difesi da Julio Cesar. Il tiro è di de Rossi, D'effetto, interno destro, e palla a girare un po' troppo fuori misura.
Al 15' Mariga imposta sulla verticale centrale. L'asse si sposta in direzione di Pazzini che affretta la conclusione. Kharja recupera il rimbalzo. Ragiona, non tira. Cerca lo spazio accentrandosi, lo trova; ma non trova la conclusione giusta. Per cui il tiro è facilmente parato da parte di Doni.
I nerazzurri non demordono. In fascia sinistra si alzano e guadagnano una punizione che però Maicon spedisce sulla barriera. Al 23' la quarta conclusione giallorosa è deviata in corner di testa da Cambiasso. Il corner è intercettato da Chivu che allunga per Maicon ma il brasiliano anche in questo caso non dimostra di essere al massimo.
La Roma è ancora nella metà campo interista, ma nonostante tutto non stà succedendo niente di particolarmente interessante.
In realtà la manovra di gioco disposta da Leonardo non è proprio a rombo, da cui di fatto prescinde; perché il centrocampista segue e raddoppia sempre sul portatore di palla seguendo la propria linea naturale, la propria mano, la propria corsia preferenziale; affiancando Eto'o che disposto più dietro del solito va a raccogliere il pallone, il centrocampista per il tango, e imposta l'offensiva per il terminale che in questo caso è Pazzini. Arrivati alla mezz'ora, si può tranquillamente dire che ha avuto la meglio la cautela giallorosa. Montella ha perfettamente controllato l'offensiva di casa, riuscendo a farsi pericoloso in un paio di occasioni.
E' altrettanto vero che il palleggio morbido e lento deciso dai nerazzurri in questi primi trenta minuti, al momento paga. Il risultato è comunque a loro favore. Ammortizzare il gioco e fraseggiare per praticamente scegliendo un'offensiva molto moderata per quasi tutto il primo tempo ha impedito ai giallorossi di ragionare e di tenere viva la partita e la qualificazione che ora è saldamente nelle mani degli uomini di Leonardo. L'errore a questo punto è dall'altra parte, e forse consiste nel non aver messo dentro Vucinic da subito, magari pensando che i nerazzurri decidessero per una partita tutta allo sconsiderato attacco, in cerca di chissà quale e inesistente riscatto, d'altra parte.
Oltre il quarantesimo si può tranquillamente dire che i nerazzurri hanno disposto in lungo e in largo della Roma, tenendo palla per quasi tutto il tempo, e coprendo in maniera altrettanto maiuscola le folate romaniste.
Ragionando in questo modo si premia la coesione dell'undici nerazzurro, con Pazzini quasi praticamente avulso ed estraneo alla manovra, avendo probabilmente ricevuto l'ordine di coprire lo spazio suo offensivo che gli è proprio, portando via uomini alla ripartenza giallorosa. Sacrificato anche Maicon quindi, le cui cavalcate in fascia non dovevano altrettanto probabilmente essere finalizzate al cross diretto con botta a rete ma al palleggio e alla conclusione corale.
Di pari passo il traino offensivo degli ospiti è stato evidentemente e sapientemente aggirato, e incapace di produrre quanto previsto o sperato da Montella. Il primo tempo finisce 0-0. Un'Inter molto più solida e ragionata del solito, premia la preponderanza tattica di Leonardo. La Roma non ha visto la palla. L'Inter non ha sbagliato un passaggio. E praticamente zero tiri in porta. Prevedibili le rispettive contromosse in questo caso. Pazzini potrebbe essere il primo a uscire nel secondo tempo e Vucinic il primo a entrare dalla parte opposta. C'è invece Leandro Greco, nella Roma al posto di Pizzarro. I nerazzurri rimangono gli stessi. Orsato fischia l'inizio del secondo tempo, e la palla è messa in gioco dai nerazzuri questa volta. Al 4' della ripresa i nerazzurri battono a sorpresa un calcio di punizione verso Eto'o che si trascina in area solitario. Orsato fa ripetere. La seconda battuta è un cross che finisce direttamente fuori. Al sesto la punizione è per la Roma, ma direttamente tra le braccia di Julio Cesar.
Eto'o sembra aver preso posizione più verso il centro, accanto a Pazzini, cercando di sganciarsi in maniera più penetrante e offensiva; e sembra che Maicon lo stia seguendo cercandolo con insistenza maggiore e con i cross che sono il suo stampo di fabbrica.
Vucinic entra al 56'. Poco prima del secondo corner ospite determinato da un distratto disimpegno offensivo dello stesso Maicon. Il corner è però calciato malissimo. I giallorossi non ne approfittano. Ne approfitta l'Inter che segna l'1-0 con Eto'o.
Al quarto d'ora Julio Cesar timbra il cartellino. Si alza a centroarea piedi uniti su una punizione di Greco e respinge la reazione degli ospiti.
Il terzo corner romanista arriva su errore difensivo di Kharja. Lo batte Greco, ma è lo stesso Kharja a coprire il rimbalzo.
Al 21' Pazzini, ancora un po' troppo poco convinto, potrebbe trovare il raddoppio, ma il suo doppio tentativo è respinto in angolo. Da calcio d'angolo sale la Roma. Leonardo però chiama il cambio. Pura e semplice sostituzione di uomo: Milito per Pazzini. La Roma continua l'azione in ogni caso, e Julio Cesar si prende la seconda serie di applausi con un intervento a mezza altezza in presa doppia a salvare il risultato. 25' secondo tempo: sale due volte Zanetti. La prima in fascia, azione solita; la seconda da copertura, in tackle, lanciando Milito che si trova a due passi dal gol.
Il quarto corner della Roma lo procura Nagatomo intercettando il diagonale di Vucinic. Anche in questo caso Montella si gioca il cambio, entra Caprari ed esce Menez. Il corner viene quindi battuto e Julio Cesar interviene di pugni e in maniera decisiva per la terza volta.
Leonardo fa seguire un cambio immediatamente dopo. Esce Kharja ed entra Thiago Motta. I giallorossi a questo punto sfiorano il pari.
Giallorossi vicini al pari in un'ennesima occasione, ma Nagatomo interviene in scivolata a liberare, così come pure Julio Cesar, ancora una volta decisivo, in presa aerea, e sempre in due tentativi, con l'area piccola colpevolmente scoperta sul secondo rimbalzo. E il pareggio alla fine arriva, di testa, proprio con l'area piccola colpevolmente scoperta. Va a segno Marco Borriello.
Ci sarà qualche brivido fino alla fine, ora bisogna solo coprire. Zanetti però tenta il terzo affondo in questo secondo tempo. Ma anziché servire Milito dal fondo in posizione diagonalmente opposta, mette in diagonale a salire verso il centro area. L'idea è buona, perché spiazzante, ma tecnicamente la più complicata, sulla cui di fatto i giallorossi intervengono bene.
Uomini a terra da una parte all'altra in cerca di rigori e punizioni, quando si arriva al novantesimo, ma Celi richiama solo le due panchine all'ordine.
Una punizione la guadagna la Roma. E' un corner alto, per così dire. La batte Greco, e Julio Cesar salva il risultato. Inter-Roma 1-1. La Finale di coppa Italia 2011 è Inter-Palermo. Leonardo cambia la maglia e vola in finale. Il coach si gioca il suo primo trofeo da allenatore.
