Una doppietta dell'attaccante argentino negli ultimi 4' dei tempi supplementari consente ai ducali di qualificarsi per i quarti di finale, ribaltando il gol di Santana arrivato solo 2' prima. Partita spettacolare e ricca di emozioni.
PARMA – FIORENTINA: 2-1
Parma (4-3-3): Patarini; Zaccardo, Paci, Della fiore, Pisano (10' p.t.s. Lucarelli); Morrone, Dzemaili, Candreva; Valiani, Bojinov (35' st. Crespo), Giovinco (14' s.t.s. Paletta). A disp: Mirante, Feltscher, De Vitis, Finocchio. All: Marino
Fiorentina (4-4-2): Avramov; Comotto, Kroldrup, Camporese, Gulan; D'Agostino, Donadel.(dal 1' st. Bolatti), Cerci, Ljajic (8' pt.s. Santana); Marchionni, Babacar (39' st. Seferovic). A disp:Seculin, Felipe, De Silvestri, Zanetti. All: Mihajlovic
ARBITRO:Mazzoleni di Bergamo.
MARCATORI: 8' s.t.s. Santana (F), 10' e 11' s.t.s. Crespo (P)
PARMA – Si potrebbe dire che c'era una volta un trofeo ambito, seguito dalle tv e combattuto sul campo. Si chiamava Coppa Italia, e Parma e Fiorentina, in un tempo recente che oggi pare remoto, se ne disputarono con avidità la finale. Oggi, di quel trofeo, è rimasto l'anticipo degli ottavi, nel gelo del Tardini, tra spazi vuoti, tanti, troppi, e pinguini dalle sembianze umane, con la sola finalità, per Parma e Fiorentina, di riscattare stagioni, fin qui, fallimentari rispetto alle aspettative. L'ha spuntata il Parma, o meglio, Crespo, che ha ribaltato una sconfitta che pareva ineluttabile ed agguantato con una doppietta la qualificazione.
Parma in formazione quasi tipo, come a voler affermare che, come dichiarato da Crespo, per i gialloblù la Coppa Italia è un obiettivo importante, Fiorentina un po' rimaneggiata, con Ljajic Marchionni e Babacar davanti, Gilardino nemmeno in panchina e Mutu appollaiato nella tribuna dello stadio che contribuì a renderlo grande.
Avvio freddo, come la serata padana, con poca iniziativa e meno convinzione da entrambe le parti. Solo al diciassettesimo la prima occasione, pericolosi i padroni di casa, con Marino di nuovo in panchina dopo il lutto che lo ha colpito: bella punizione di Giovinco sfortunato a centrare in pieno il palo ad Avramov battuto. Ma è solo una fiammata nella pochezza generale, utile più che altro a sancire la maggiore convinzione del Parma nello spingere.
Poco dopo la mezz'ora bella la girata di Bojinov, a caccia del gol dell'ex e della fiducia di Marino: ma Avramov c'è, mentre i tentativi successivi del bulgaro, ancora a caccia della forma (e del fiuto) migliore si perdono a lato. Al quarantesimo ocasionissima sui piedi di Valiani, lanciato da Morrone: il piede si sa, non è dei migliori, e la palla finisce troppo alta. Ennesimo errore di un Parma sempre troppo sprecone, specie in campionato.
La ripresa inizia praticamente al quinto minuto, quando si alza per iniziare il riscaldamento Crespo: si smuove anche il cuore della tribuna, che applaude. Ed inizia la furia Viola, con Marchionni che colpisce un palo prima, due corner conquistati consecutivamente poi ed un super intervento di Pavarini su Cerci a chiudere la porta. Il Parma ci tenta all'undicesimo, con una punizione del solito Giovinco che però non inquadra lo specchio della porta. Al venticinquesimo, attimo di panico per la squadra di casa: Pavarini atterra Babacar, prendendo, par dalla tribuna, palla e gambe: Mazzoleni entra in area minaccioso, si pensa al penalty ma arriva il rimprovero per l'attaccante senegalese che sta protestando.
Ed allora riparte la spinta emiliana, generosa ma poco incisiva, spezzettata dalle tante palle perse, da ambo le parti, in mezzo al campo. Al trentunesimo ancora super Pavarini, che ipnotizza Babacar, su tiro, ribattuta ed ulteriore respinta: una cosa così potrebbe anche valergli il posto da titolare...Ed ecco che Marino si gioca il jolly: dentro Crespo, fuori Bojinov. Al quarantacinquesimo, mentre il quarto uomo si appresta a sollevare il tabellone col recuepero. Candreva ha sui piedi la palla della vittoria, ma al pallonetto preferisce la botta forte sui piedi di Avramov in uscita: e supplementari siano. Se i primi quindici minuti sfilano via senza eccessivi brividi caldi, al quinto del secondo Seferovic a pora praticamente vuota ha sul piede la palla decisiva ma la calcia ampiamente fuori, tra lo sgomento dei compagni.
Ma tra un errore e l'altro della difesa ducale, arriva la rete degli ospiti: Bolatti centra il palo, ma la sfera finisce sui piedi di Santana che insacca alle spalle di Pavarini. Si pensa sia tutto finito, ma il Parma tutto cuore non ci sta, e su una pennellata di Candreva Crespo, complice una presa non perfetta di Avramov, inventa il pareggio. Rigori siano? No, perché un minuto dopo ancora lui, Valdanito, su un rimbalzo corto trova il due a uno. Risultato ribaltato in tre minuti, e Parma ai quart contro la vincente tra Chiedo e Palermo.
Questo sancisce il campo, che, non si può dire, anche osteggiato dal generale inverno, abbia onorato la nobiltà del trofeo. C'era una volta la Coppa Italia...ma Crespo l'aveva detto che per lui conta come fosse la Champions....
