La Roma che conosco, purtroppo, è proprio questa, capace di prendere due gol dal Bari retrocesso e vincere poi per 3-2 usufruendo di rigori e di un pizzico di fortuna che quest'anno sembra accompagnarla. Già, perché c'è da chiedersi se tanti dei punti che abbiamo non siano anche frutto di "coincidenze astrali" favorevoli.
Questo gol di Rosi al 95' ci tiene avvinghiati alla speranza del terzo posto, d'accordo, ma una prestazione come quella del San Nicola non ci può lasciare tranquilli, perché il Bari davanti a questa Roma sembrava il Real Madrid e noi inesistenti, non in grado di portare in porto una vittoria tranquilla nemmeno con una formazione già retrocessa e che non aveva nulla da giocarsi.
Certo, non si giocava niente, eppure era più motivata di noi che invece in palio avevamo l'Europa che conta. Per non parlare di De Rossi che ormai è preda soltanto dei nervi e si fa espellere per un fallo inutile, così come Perrotta.
Ci sono tutti i segnali evidenti che la serenità è ben lontana da questo ambiente e che bisogna davvero voltare pagina e fare tabula rasa, anche se questo volesse dire rinunciare a delle bandiere!
