PARMA - BOLOGNA 1 -0
MARCATORI: 38' pt. Biabiany (P)
Parma (3-5-2): Pavarini; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Biabiany (44' st. Morrone), Jonathan (21' st. Valiani), Valdes, Galloppa, Gobbi; Giovinco, Floccari (33' st. Marques). A disposizione: Gallinetta, Feltscher, Musacci, Palladino. All.: Donadoni.
Bologna (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson, Portanova, Cherubin; Garics (40' st. Pulzetti), Taider, Kone, Rubin; Ramirez (1' st. Belfodil), Diamanti; Di Vaio (24' st. Acquafresca). A disposizione: Stojanovic, Loria, Sorensen, Crespo. All.: Pioli.
Arbitro: Ciampi di Roma 2
PARMA - La differenza l'hanno fatta i soliti due: Donadoni e Giovinco. L'hanno fatta le idee del tecnico, che è riuscito ad insegnare alla difesa ad essere attenta e concreta, quasi perfetta. L'ha fatta la formica atomica, in forma strepitosa, anzi, Europea. E l'ha fatta Biabiany, un altro che matura migliora e cresce di partita in partita. Uno dei tanti gioielli gialloblù riscoperti dal tecnico bergamasco.
La giornata, sul Tardini, non è delle migliori: minaccia pioggia, e nuvole scure salutano l'annata tormentata e meravigliosa di Parma e Bologna. Entrambe nate per salvarsi, entrambe con un cambio in panchina a stagione in corso, entrambe in alcuni momenti in difficoltà, oggi si guardano dalla zona dei beati: 53 punti per il Parma, 51 per i cugini. I gialloblù, hanno una sola ambizione: il settimo successo consecutivo, più che mai, come non mai, per un appuntamento con la storia. E col settimo posto finale. Bologna che invece, proprio da sette turni, non perde.
Il cielo è grigio, dicevamo. Ed anche gli umori: si parte con un minuto di silenzio per ricordare il "Cev", Maurizio Cevenini, conosciuto anche come "il sindaco del Dallara", consigliere regionale del Pd, ex candidato sindaco e tifosissimo rossoblù, molto noto nel capoluogo emiliano deceduto suicida in settimana.
La cronaca - Parte meglio il Parma, pericoloso con Giovinco, fermato per off-side, ed un colpo di testa fuori misura di Floccari nei primi dieci minuti. Poi si sveglia la squadra ospite, Di Vaio, alla sua ultima con la casacca del Bologna, da pochi passi sfiora con la punta del piede ma sbaglia mira. Poi ci prova Kone, che costringe Zaccardo al salvataggio in extremis in scivolata, forse, anche con un braccio alto. Donadoni si arrabbia, urla, il Parma si sveglia e ci tenta con la Formica Atomica, che prima non trova il sette con un calcio di punizione poi incoccia contro Agliardi.
Ma è suonata la carica, Garics rischia l'autorete, Lucarelli si inventa una volee senza fortuna ma il gol è in embrione ed arriva al 38': su un corner battuto alla perfezione Biabiany salta tra due avversari e batte l'incolpevole Agliardi di testa. Parma in vantaggio.
Ed il tempo sfila via, fino all'intervallo. Per la ripresa si attendono notizie dal campo di Cesena, dove gioca la Roma: in palio, tra crociati e giallorossi, appaiati in classifica, il settimo posto, con i secondi avanti però negli scontri diretti. Poi si parte, col primo cambio nel Bologna: fuori un inconcludente Ramirez, dentro Belfodil.
Succede poco o nulla fino all'ottavo quando Lucarelli interviene su un corner vagante e per un nulla non insacca il doppio vantaggio, due minuti dopo tocca a Floccari di testa mancare il colpo del ko.
Al 24esimo della ripresa momento di grande sport al Tardini: Marco Di Vaio, ex del Parma ma non solo, lascia il campo ed il calcio italiano. L'intero stadio lo applaude, compagni avversari ed arbitro gli stringono la mano e lo abbracciano: un pezzo della storia del calcio italiano, dopo Hernan Crespo a gennaio, Alex Del Piero e forsePippo Inzaghi nel pomeriggio, lascia la pedata della nostra nazione.
Ed i suoi, come volessero salutarlo a dovere, si svegliano mettendo in lieve affanno la difesa di casa, che però, regge. Anche perché i rossoblù sono imprecisi e comunque poco convinti sottoporta.
E non c'è più tempo: il Parma batte il Bologna e vince ancora. Ora sono sette.Peccato finisca la stagione: ventun punti su ventuno non li ha fatti nemmeno la Juventus scudettata. I gialloblù chiudono appaiati con la Roma al settimo posto. Dopo sette vittorie filate. Già sei erano da storia... sette, il numero che ricorre, assapora di miracolo difficile da ripetere.
L'ultimo saluto è per Di Vaio, e per il Cev, ma anche per il Parma. Cinquantasei punti sono almeno sedici in più di quelli necessari per la salvezza. Chapeau.
