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4 Marzo 2010

Olimpiadi - Giochi invernali 2018 a l'Aquila: l'ultimo bluff di Bertolaso

di Mattia Fachinetti

Una bomba quanto mai improvvisa ed inaspettata quella lanciata dal Capo della Protezione Civile italiana: ai microfoni del TG5 dell’edizione serale, Guido Bertolaso ha affermato, parlando del processo di ricostruzione che sta caratterizzando l’Abruzzo dopo il terremoto dello scorso aprile, della possibilità concreta di candidare L’Aquila come sede ospitante dei Giochi Olimpici Invernali del 2018. Una notizia che ha colto tutti di sorpresa, anche le cariche più importanti, ma che Bertolaso ha cercato di motivare in maniera convincente fornendo alcune spiegazioni sensate: “Per quella data – ha affermato nell’intervista il 59enne da poco sotto inchiesta per la questione degli appalti - L’Aquila sarà ricostruita e si potrebbe lavorare per attrezzarla perché diventi una candidatura inimitabile per un avvenimento così importante. Non vorrei esser preso per pazzo, ma quando fu deciso di spostare il G8 dalla Maddalena all’Aquila, qualcuno pensava che lo fossi. Invece mi pare che i risultati siano stati molto positivi”.

In generale sebbene diversi impianti sciistici come quelli di Roccaraso, siano stati recentemente rinnovati, per il resto bisognerebbe costruire tutto o quasi da zero: dal poligono di tiro per il biathlon, alle piste di bob e slittino; dagli impianti per il pattinaggio a quelli per il curling. Una situazione quindi abbastanza complicata, considerando il fatto che già molti fondi sono stati stanziati e verranno in futuro versati per la ricostruzione delle abitazioni e delle varie città.

Certamente sarebbe un’occasione di riscatto e di grande appeal per tutta la popolazione abruzzese, ma le problematiche appaiono francamente troppo elevate per un’operazione di questa portata, come ha giustamente sottolineato ai microfoni delle principali testate il vice-presidente del CIO Mario Pescante: “Da abruzzese apprezzo il pensiero di Bertolaso, ma bisogna stare con i piedi per terra e non alimentare facili illusioni. E poi l’Italia ha già annunciato una propria candidatura per le Olimpiadi estive del 2020 per la quale concorrono Roma e Venezia”.
Dunque tra le autorità sportive principali l’idea preminente è che quella di Bertolaso sia stata soprattutto una boutade propagandistica per mostrare il lavoro che si sta svolgendo nell’attività di ricostruzione de L’Aquila.

Inoltre c’è un piccolo ma importante particolare da considerare, che invece probabilmente il Capo della Protezione Civile ha tralasciato: il termine per la presentazione delle candidature per le Olimpiadi del 2018 è scaduto il 15 ottobre scorso, quindi da circa cinque mesi, per le quali sono candidate Annecy (Francia), Monaco di Baviera (Germania) e Pyeong Chang (Corea del Sud). In aggiunta, nel caso fosse possibile, grazie ad una deroga, presentare la candidatura aquilana, difficilmente il comitato organizzatore avrebbe la possibilità di vedersi assegnati i XXIII Giochi Invernali, dal momento che l’Italia ha realizzato la sua edizione non meno di 4 anni fa a Torino. E vedere nuovamente la massima competizione sportiva nel nostro Paese dopo soli dodici anni, con tante nazioni che desiderano avere questa vetrina, è una prospettiva alquanto remota.
Nei prossimi giorni sicuramente ne sapremo di più...


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