Vincere per continuare a sperare. L'Atalanta non ha scelta: deve battere il Bologna se non vuole dire addio alla serie A con due giornate di anticipo. Per i bergamaschi la sfida di domenica è la finale della disperazione. "Inutile nasconderlo, la pressione c'é e la sentiamo tutti - ammette Mutti - Siamo alla stretta finale: dobbiamo viverla stando attenti che non diventi un boomerang. Non sarà una passeggiata, è una partita fondamentale: o vinciamo oppure i giochi si chiudono".
Le difficoltà saranno tutte dalla parte atalantina, il tecnico non lo nasconde. "Il Bologna può gestire la partita in tutti i modi, visto che ha cinque punti di vantaggio in classifica - prosegue - Ha due risultati a favore, noi non abbiamo proprio scelta. Colomba fa dell'organizzazione la sua arma migliore. E' una squadra equilibrata, con giocatori di categoria ed esperienza. A volte ha la gestione della partita come tallone d'Achille, ma noi non siamo messi meglio: spesso manca continuità e si commettono leggerezze che si pagano".
A complicare ulteriormente i piani neroazzurri ci sono le assenze in difesa: Manfredini e Bianco squalificati, Talamonti ancora ai box. Si spera nel recupero di Bellini e Garics, che al momento "sono al settanta per cento". Consigli invece ha recuperato e dovrebbe riprendersi il posto fra i pali, anche se Mutti si limita a dire: "Chi starà meglio tra lui e Coppola sarà della partita".
Tutto deciso da centrocampo in su, con Amoruso e Tiribocchi coppia d'attacco. Doni tornerà in panchina, la licenza di inventare sarà affidata a Valdes, che da sinistra dovrà accentrarsi e seminare scompiglio tra le fila rossoblu. "E' come se avessimo da mesi un fucile puntato contro, il rischio è di ricevere la schioppettata decisiva alla schiena", si sfoga Mutti. La sua speranza è che il Bologna spari a salve, e che i suoi giocatori non sbaglino la mira.