La partita perfetta contro tutti e tutto. Contro la sfiga che vuole fuori Klose prima del match e Dias in corso di partita. Contro la scellerata mancata campagna di rafforzamento di Gennaio che ha visto partire Sculli e Cissè (già in gol alla prima col QPR!) col solo arrivo di Candreva (peraltro giallorosso per sua stessa ammissione) e le chiacchiere sull'arrivo di Honda frutto della fantasia e dell'incompetenza di una società sempre troppo col braccino corto. E' bravo Candreva, ma è un centrocampista offensivo, uno alla Mauri per intenderci; quando invece servivano come il pane un difensore e una punta. Per questo la Nord ha ripreso a contestare ferocemente Lotito, perfino Reja che per indole e un aziendalista si è lamentato, neanche troppo velatamente, nel pre e post partita. E poi di fronte c'era la corazzata Milan con Ibra il terribile davanti, Thiago Silva l'insuperabile dietro, i fenomeni Robinho ed El Shaarawy, per non parlare di Nesta che qui ha lasciato vedovi inconsolabili seppure tanti anni sono passati dal suo trasferimento a Milano
Nel gelo dell'Olimpico il Mister decide di schierare una formazione imbottita di centrocampisti col solo Rocchi davanti. Vi ricordate il 4-5-1 di Eriksson? Ecco, con interpreti decisamente diversi il modulo era più o meno quello. Tutti dietro la linea della palla quando il Diavolo attaccava e pronti a ripartire con quattro cinque dei nostri quando a comandare eravamo noi. Fin dall'inizio si gioca in un fazzoletto di campo, noi meglio di loro per possesso palla, ma è il carattere e la cattiveria della banda di Reja che colpiscono. Bella e avvincente la sfida sulle fasce: da una parte i velocisti Lulic e Abate si rincorrono senza sosta e dall'altra Radu dimostra di essere tornato in palla con incursioni a ripetizione. Poche le occasioni da gol, la partita è troppo importante per concedersi distrazioni inutili.
Nella ripresa il match si accende, le squadre si allungano e si capisce che è la nostra serata quando l'arbitro prima assegna e poi toglie un sacrosanto rigore per loro per fallo di mano di Biava.
Quando tutto sembra volgere verso un pari succede l'incredibile, una Lazio stoica lotta fino in fondo e alle fine il carattere viene premiato. A una quindicina di minuti dalla fine scoppia lo stadio Olimpico, una bella azione orchestrata da Matuzalem pesca in area Rocchi che fa il velo per Hernanes e il brasiliano (migliore in campo insieme al capitano e a Lulic) con il destro in diagonale prende il tempo ad Abbiati e sigla l'uno a zero. Ma non è finita! La notte magica di Roma regala la gioia anche a capitan Rocchi che sfrutta un assist al bacio di Lulic e a cinque dalla fine mette dentro il gol del ko. Sugli spalti cresce il coro, la Lazio è più forte di tutto e di tutti, vince contro i campioni d'Italia e dimostra il carattere proprio nelle difficoltà.
Con la vittoria non scompaiono le avversità ovviamente: l'infermeria è tornata a riempirsi (per Dias si parla di un mese, Klose probabilmente salterà anche Genoa), la gente è tornata a contestare, il tecnico ha manifestato malessere. Ma con ieri si è aperta a mio avviso una nuova fase del campionato per la Lazio fatto di tante cose positive: un nuovo modulo da poter ripresentare non solo in situazioni di emergenza, la "scoperta" che si può vincere anche senza i gol di Klose e la consapevolezza che con il carattere si vincono partite ritenute impossibili.




