I numeri fino a ieri sera dicevano che il Cagliari, con appena venti gol segnati nel girone di andata, è il peggior attacco del campionato. Si sa che contro la Roma, spesso è successo, qualsiasi sig. nessuno si reincarni per una sera nel corpo di un fenomeno impossibile da contrastare; quel fenomeno in Cagliari – Roma di mercoledì 1°febbraio si chiama Thiago Ribeiro. Uno sconosciuto, niente gol in Champions ne trofei in bacheca, ma soltanto un campionato fin'ora mediocre di un giocatore mediocre con appena due reti all'attivo. Visto che i requisiti del giocatore sono questi la domanda viene da se: se tale Thiago Ribeiro è un calciatore mediocre, per quale motivo Aleandro Rosi e Simon Kjaer non sono riusciti mai a fermarlo???
Fase difensiva inguardabile dei giallorossi che hanno rischiato di capitolare più di una volta di fronte a semplici contropiedi.
Luis Enrique manda in campo il suo undici composto de Stekelnburg in porta, linea difensiva con Juan e Kjaer affiancati da Josè Angel e Rosi. Centrocampo con Simplicio, Gago e Pjanic a supporto dei terminali offensivi Totti, Borini e Lamela.
Subito gli isolani in vantaggio dopo appena sette minuti grazie al sopracitato Thiago Ribeiro che prende palla sulla sinistra per poi accentrarsi, saltare tranquillamente Rosi e lasciar partire un tiro non impossibile per Stekelenburg, ma il portierone olandese, buttandosi in evidente ritardo, non riesce a respingere la sfera che finisce in rete. La Roma però reagisce con grinta e cinque minuti dopo trova il gol del pareggio sfruttando un calcio d'angolo sul quale si avventa Juan che di testa batte Agazzi.
Giallorossi che sembrano rinsavire, fino a trovare il gol del sorpasso: punizione nella tre quarti Cagliaritana che si incarica di battere Miralem Pjanic, il tiro è violento ed Agazzi non riesce a respingere come avrebbe dovuto facendo arrivare la palla sui piedi di Fabio Borini che non ci pensa due volte e porta in vantaggio la Roma. Sembrava dover finire così il primo tempo, ma il Cagliari riesce a pareggiare a pochi minuti dal fischio dell'arbitro: Cossu avanza nella metà campo giallorossa, vede l'inserimento di Pinilla che, tenuto naturalmente in gioco da Kjaer e lasciato logicamente solo da Rosi, mette giù e batte Stekelenburg con un bell'esterno destro. Due pari e tutti negli spogliatoi.
Nella ripresa i capitolini sembrano mettere sotto il Cagliari, ma sono poco cinici e non riescono a trovare la via del gol. Cosa che riesce invece ai padroni di casa nuovamente con Thiago Ribeiro che entra in area e buca Stekelenburg per la terza volta portando i tre punti verso la Sardegna.
Ballardini decide di richiamare in panchina la sua macchina da gol, sostituendolo con Ibarbo che in pochi minuti mette anche la sua firma su questa partita sotto la voce assist: dopo aver preso palla a centrocampo decide di ingaggiare una gara di velocità con il povero Juan, trentatre anni ieri, che resiste i primi cinque metri per poi arrendersi all'esplosività del colombiano, il quale arrivato sul fondo la mette dentro per un solissimo Ekdal che a porta vuota non ha problemi a mettere dentro per il 4-2 finale.
Dal mercato di gennaio ci si aspettava un difensore, dato l'infortunio di Burdisso e la poca affidabilità di Kjaer, ma in casa Roma arrivano due bambini (senz'altro promettenti) come Nico Lopez e Ferrante ed un centrocampista misterioso come Marquinho.
La gestione di questo mercato invernale è stata pessima, la squadra in campo anche.




