Fantastici! Così possiamo definire Novak Djokovic e Rafa Nadal, che hanno regalato al pubblico della Rod Laver Arena quella che può già essere chiamata la partita dell’anno.
A spuntarla dopo quasi 6 ore di gioco è stato Novak Djokovic, che ha sconfitto per la settima volta consecutiva uno straordinario Nadal. Per Nole si tratta del quinto titolo dello Slam, il terzo in Australia, ma soprattutto centra il terzo Major negli ultimi 3 giocati, eguagliando Rod Laver, Pete Sampras, Roger Federer e lo stesso Nadal.
Il serbo si è imposto per 5-7 6-4 6-2 6-7 7-5, regalandosi una delle più belle vittorie in carriera, confermando, anche contro gli scettici, di essere il giocatore più forte in circolazione e meritevole di essere il numero 1 del mondo.
Rafa dal canto suo stabilisce un record negativo, ovvero quello di essere da oggi l’unico tennista della storia ad aver perso 3 finali di Slam di fila. Per lui la maledizione di Djokovic continua, e nonostante la solita partita coraggiosa e ben giocata non è riuscito a portare a casa la vittoria.
Il primo set vede Nadal giocare decisamente meglio, complice un Djokovic un po’ contratto; lo spagnolo breakka il rivale al quarto game ma non riesce a mantenere questo vantaggio e subisce il controbreak all’ottavo gioco.
Tuttavia Rafa non si perde d’animo e strappa la battuta a Djokovic sul 5-5, chiudendo poi il primo set sul proprio servizio.
Nel secondo parziale Nole prende un bel vantaggio e si porta sul 4-1, tuttavia ancora una volta viene fuori la grinta di Nadal che toglie il servizio al numero 1 del mondo sul 5-3, mentre questi sta servendo per il set.
Se Nadal non si abbatte mai, non lo fa neanche il serbo che nel game successivo controbreakka il maiorchino e vince la seconda partita.
Il terzo set vede un Djokovic strepitoso che domina letteralmente da fondo campo Nadal, il quale pare inerme. Nole fa suo con due break anche il terzo set.
Sembra il preludio ad una facile vittoria di Nole, il quale però non fa i conti con un Nadal, che risorge dalle proprie ceneri.
Il quarto parziale segue l’andamento dei servizi, fino a quando Djokovic, autore di un game straordinario, si guadagna 3 palle break sul servizio di Rafa sul 4-3 in proprio favore. E’ qui che lo spagnolo non si dà per vinto, annullandole e portandosi sul 4-4.
Arriva la pioggia, peraltro prevista, e così c’è una mini pausa di 10 minuti per permettere di asciugare il campo e di chiudere il tetto.
Si riparte e non ci sono sussulti, così il tie break è inevitabile; Djokovic non capitalizza il vantaggio di un mini break che lo porta sul 5-4, permettendo così a Nadal di salvarsi ancora e di sfruttare un grave errore del serbo sul 6-5 per lo spagnolo, che prolunga la partita al quinto set.
Rafa sembra ora favorito, vuoi perché l’avversario appare stanco, vuoi perché in carriera Nadal ha perso solo 3 partite al quinto set.
La sensazione si materializza quando Nadal va avanti 4-2 e servizio: sul 30-15, però, il numero 2 del mondo mette in corridoio un dritto a campo aperto. E’ il preludio al break che arriva e rimette Djokovic in partita.
Sul 5-5 Djokovic breakka l’avversario dopo che già nel nono game era andato vicino a togliere il servizio a Nadal; il serbo va a servire per il match sul 6-5 e questa volta Rafa non può fare altro che arrendersi.
Il serbo chiude il match strappandosi la maglietta di dosso, alla Hulk Hogan, mentre Nadal appare stanco ma senza rimpianti.
Se esistesse un’università dello sport, Rafa dovrebbe esserne il Rettore. Lui è l’esempio dello sportivo, l’esempio dell’agonista, l’esempio di come nello sport bisogna lottare e non arrendersi mai.
Djokovic dimostra una volta di più che la grandezza di un campione si misura da chi batti, e lui lo è davvero, visto che ha a che fare con Nadal e Federer.
Chi è il migliore? E’ vero lo spagnolo batte spesso lo svizzero, ma ha perso le ultime 7 partite contro Djokovic, il quale sembra poter esser battuto solo da Federer. Non si può misurare una carriera dagli scontri diretti, ma sono i titoli e il tennis espresso a determinare la grandezza. Fra 4-5 anni quando anche Rafa e Nole si saranno ritirati potremo comparare la loro carriera con quella di Roger, e constatare se il serbo e lo spagnolo saranno fisicamente come lo svizzero e avranno vinto e cambiato questo sport come Federer ha fatto.




